Georgia: Un Viaggio di Volti, Contrasti e Sorprese - EP. #10

in Italy14 days ago

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Uno dei sanatori, convertito in rifugio per i profughi dell'Abcazia

Io e la mia famiglia siamo appena rientrati da un viaggio in Georgia, che ci ha portati a scoprire grandi città, note mete internazionali e cittadine non ancora toccate dal grande turismo di massa. Abbiamo incontrato persone piacevoli e che ci rimarranno nel cuore per sempre, ma anche alcune decisamente più scontrose ed antipatiche, vissuto situazioni divertenti ed altre molto meno. Questo è il racconto di quanto accaduto, senza filtri, che spero vi piaccia.

Episodi precedenti

Episodio 1 - Trasferimento alcolico
Episodio 2 - Direzione acqua "più preziosa del mondo"
Episodio 3 - Oltre all'acqua c'è di più
Episodio 4 - Il castello della Disney
Episodio 5 - Mille anni di storia
Episodio 6 - Direzione Mar Nero
Episodio 7 - Batumi extra-mare
Episodio 8 - Batumi, il mare
Episodio 9 - L'antico regno della Colchide

Capitolo 10 - Tskaltubo, importante simbolo dell'era sovietica

Forse si potrebbe pensare che in una cittadina piccola come Kutaisi non ci sia poi troppo da vedere per un turista, ma nei dintorni del capoluogo dell'Imerezia la scelta dei siti storici, archeologici o paesaggistici da visitare é talmente ampia da rendere il più delle volte impossibile recarsi in ciascuno di essi nei pochi giorni di vacanza a disposizione.

E così, se l'anno scorso avevamo optato per la riserva naturale di Sataplia (LEGGI QUI IL POST), questa volta ci siamo indirizzati verso una location completamente diversa ma altrettanto affascinante e ricca di storia, potente simbolo dell'era sovietica.

A distanza di circa quindici minuti di marshrutka da Kutaisi infatti, più o meno una decina di chilometri, è possibile passeggiare per Tskaltubo, luogo dove la storia si mescola con il presente e con la situazione drammatica di un popolo, quello dell'Abcasia, costretto per anni a vivere in condizioni difficili di povertà e degrado.

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Ma andiamo con ordine e facciamo un salto indietro nel tempo in piena epoca sovietica, quando proprio a Tskaltubo venivano ospitati ventidue rinomati sanatori, considerati i più importanti e prestigiosi di tutta l'Unione tanto da meritarsi un collegamento ferroviario diretto con Mosca. Si trattava di importanti centri termali, il cui soggiorno di una settimana veniva concesso come vacanza premio ai lavoratori più meritevoli.

I sanatori rappresentavano infatti un potente strumento di propaganda con il quale il regime sovietico mostrava ai suoi cittadini il proprio impegno per la cura e il benessere dei lavoratori. Durante la settimana di riposo, gli operai premiati con un soggiorno a Tskaltubo erano chiamati a seguire un programma di rigenerazione fisica che comprendeva attività all'aperto, alimentazione adeguata e soprattutto bagni nelle acque termali ricche di radon.

I sanatori erano divisi in base alla provenienza dei lavoratori o alla specializzazione degli stessi e si calcola che in epoca sovietica accogliessero quasi centocinquantamila turisti all'anno. Lo stesso Stalin adorava frequentare il sanatorio numero 6, uno dei pochissimi ancora in attività oggi, all'interno del quale è possibile visitare la vasca preferita dal dittatore.

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Sanatorio numero 6, uno dei pochissimi ancora attivi

Dopo la dissoluzione dell'impero sovietico, molti sanatori furono convertiti in centri di accoglienza per i novemila rifugiati di etnia georgiana, soprattutto donne e bambini, provenienti dall'Abcazia e ospitati proprio in quelle che una volta erano le stanze destinate ai visitatori delle terme.

La soluzione venne studiata come emergenza temporanea, ma in un paio di questi, tutt'oggi vivono gli ultimi rifugiati che non sono riusciti o che non hanno voluto trasferirsi altrove. Il governo non si è più occupato della manutenzione di queste imponenti strutture e le condizioni di vita dei rifugiati in molti casi sono state a dir poco precarie per anni.

Anche se è stato avviato un piano di riqualificazione, che ha attirato investimenti da parte dei grandi nomi dell'hotelerie internazionale, oggi la maggior parte dei sanatori risulta in stato di completo abbandono. Tskaltubo si è così convertita in importante richiamo per gli appassionati di storia, fotografia ed esplorazione urbana, dato che è possibile addentrarsi all'interno delle strutture per sbirciare ciò che rimane delle vasche termali o delle improvvisate abitazioni dei rifugiati.

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L'interno di uno dei sanatori, dove sono visibili le vecchie vasche termali

Nei centri termali ancora aperti invece, esiste tutt'oggi la possibilità di prenotare un soggiorno o un trattamento giornaliero, che da prassi inizia con la visita di un medico specializzato con lo scopo di indirizzare i pazienti verso le cure o gli interventi più opportuni.

Si può scegliere un pacchetto all-inclusive, comprendendo anche il pernottamento nelle stanze della struttura, o di pagare i singoli interventi.

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